CROCE ROSSA
CONGRESSI
TOP TEN
COLLABORAZIONI
A.D.I.
O.D.
AGORA
CENTRO DIURNO ALZHEIMER
|
|
C.R.I.
Roma, 24 aprile 2002
CONGRESSO "QUALI POLITICHE IN ITALIA E NEL LAZIO PER LA TUTELA DELL'AUTONOMIA FUNZIONALE DELL'ANZIANO"
Intervento di: Maria Caterina Fazio, appartenente alla componente C.N.F. -responsabile di reparto della Croce Rossa Italiana del dipartimento di SCIENZE DELL'INVECCHIAMENTO-.
ARGOMENTO: "Il volontariato della Croce Rossa Italiana (C.R.I)"
Tutti conoscono la Croce Rossa, ma pochi sanno cos'? e, in realt?, cosa fa la C.R.I. La Croce Rossa ? un' associazione umanitaria basata sul volontariato che ? IL PRINCIPIO fondamentale del movimento. I sette principi sono:
- Umanit?: siamo al servizio della gente, non dei sistemi.
- Imparzialit?: soccorriamo vittime ed aggressori.
- Neutralit?: prendiamo iniziative, ma ci asteniamo da qualsiasi presa di posizione.
- Indipendenza: non ci pieghiamo a nessuna forma di potere.
- Volontariato: lavoriamo senza profitto.
- Unit?: abbiamo un unico ideale.
- Universalit?: la nostra azione non conosce frontiere.
La Croce Rossa si avvale di personale dipendente e dispone di sei componenti volontaristiche che espletano i compiti statuari dell'Associazione. Le sei componenti sono:
- Corpo Militare: composto da ufficiali medici, farmacisti, contabili, cappellani, sottufficiali, graduati e militari di truppa nelle diverse categorie: infermieri, autisti ed altro.
- Infermiere volontarie: ausiliare delle forze armate. Operano presso l'Ospedale Militare Celio. Sono impegnate, oggi, nelle missioni umanitarie di aiuto alle popolazioni civili in fuga dal Kossovo e dall'Albania. Si occupano delle vittime di soprusi morali e fisici. Sono in protezione civile.
- Volontari del Soccorso (V.d.S.): ? forza attiva ed ? la pi? numerosa dell'Associazione. Si preoccupano di trasporto e soccorso infermi, servizio ambulanze, trasporto farmaci a domicilio, telesoccorso, sono operatori di salvataggio in acqua, hanno unit? cinofile, sono in protezione civile. Hanno grande professionalit?. Operano quotidianamente nelle emergenze sanitarie. Sono di grande riferimento per le amministrazioni locali. E' un volto operativo della C.R.I..
- Pionieri: sono la componente anagraficamente pi? giovane, ? nata negli anni quaranta. Per diventare Pionieri, come per le altre componenti, bisogna partecipare a corsi di primo soccorso, educazione sanitaria, diritto internazionale umanitario. Partecipano agli interventi in caso di emergenza e di calamit?. Curano servizi di animazione in favore dei disabili, promuovono servizi a favore delle popolazioni immigrate e dei profughi. Lavorano nelle corsie degli ospedali. I recenti fatti di Romania, Albania e Kossovo hanno visto i Pionieri in azione.
- Donatori Sangue: sono una componente volontaria dell'Associazione a norma dell'art. 12 dello statuto recentemente approvato. E' la componente ultima nata. Formatasi nell'immediato dopoguerra per affrontare il grosso problema non risolto della mancanza di sangue a causa delle malattie infettive. Richiede una stretta selezione del donatore che non deve essere occasionale ma periodico. La componente promuove la donazione diffondendo la cultura trasfusionale con incontri nelle scuole, nelle fabbriche e tra i singoli cittadini, sensibilizzando il buon uso del sangue. Viene proposto oltre alla donazione del sangue intero la donazione di specifici componenti del sangue.
- Il Comitato Nazionale Femminile: promuove attivit? volte alla soluzione di necessit? che si presentano di volta in volta in campo socio assistenziale. La Componente ? atta ad avere iniziative a favore delle categorie sociali emarginate che si realizzano sotto forma di distribuzione di generi di prima necessit?. Ha attivit? correlate con la ricerca ed il ricongiungimento di nuclei familiari disgregati da eventi bellici o naturali. E' sempre accanto alle altre componenti in caso di emergenze nazionali ed internazionali. E' in protezione civile. E' molto impegnata nell'assistenza ospedaliera in reparti specialistici di supporto al personale medico e paramedico realizzando quell'anello di congiunzione fondamentale tra malato, medico, paziente, spesso carente ed invece tanto necessario.
La nostra risposta sociale non si basa sull' assistenzialismo, ma questo servizio sociale deve essere considerato un bene pubblico, un lavoro, una ricchezza anche economica, caratterizzato da competenza specifica. Siamo infatti formate in tal senso attraverso corsi ed esami (abbiamo partecipato, ad esempio, ad un corso sostenuto da docenti dell' Universit? Camillianum). Il nostro aiuto no profit non deve essere l' idea di rimediare ad un deficit, ma si deve cercare di essere fautori di trasformazione come produzione di qualit? sociale.
Il C.N.F. ? nato nel pieno della Seconda Guerra d' Indipendenza, quindi il primo ed il pi? antico nucleo quando scoppi? a Solferino una delle battaglie pi? sanguinose che l' Europa avesse vissuto. La generosit? delle donne di Castiglione Delle Stiviere ? passata alla storia; "niente le ha fatte mai arretrare, nessuna cosa le ha scoraggiate o stancate". Cos? ha detto Henry Dunant, considerato a pieno titolo il fondatore della Croce Rossa. Henry Dunant con cinque cittadini svizzeri, lui stesso nato a Ginevra, fond? una commissione di lavoro che ? stata la prima cellula di quello che divent? il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Le potenze riunite successivamente all'Aja regolamenteranno attraverso una serie di convenzioni le leggi e gli usi di guerra. I Governi che sottoscrissero le Convenzioni si sono impegnati a curare amici e nemici, senza alcuna discriminazione, a rispettare l'essere umano, il suo onore, i diritti della famiglia, i costumi, le convenzioni religiose. Perci? il Movimento Internazionale della Croce Rossa ? una organizzazione Internazionale che si pone come obiettivo quello di coordinare un ampio movimento di soccorso umanitario che agisce sotto il simbolo della Croce Rossa e Mezza Luna Rossa. Perché Mezza Luna Rossa? Perché la Turchia in guerra con la Russia dichiar? al Consiglio Federale Svizzero, depositario delle Convenzioni di Ginevra, che l'emblema con la Croce Rossa contrastava con la convinzione religiosa della truppe turche, e adott? come simbolo distintivo la Mezza Luna Rossa. Tale emblema ? stato adottato da alcuni paesi arabi e a predominanza mussulmana. L'attivit? che svolgiamo in tempo di pace ? l'allenamento necessario per l'emergenza e la catastrofe.
Noi siamo venti volontarie appartenenti al C.N.F. che, attualmente, stiamo lavorando in Geriatria al Dipartimento di Scienze dell'Invecchiamento. Per noi che veniamo da altre realt?, leucemie, malattie infettive, pediatria, questa esperienza ? veramente particolare e al di sopra di ogni aspettativa. Il futuro sar? anziano, da qui la nostra attenzione ? partita, da qui la ragione di tanto sforzo per essere portatori di interessi collettivi, da qui il nostro sforzo costante di applicare quei valori che a poco a poco si sono imposti nella coscienza umana in ogni latitudine.
Nel nostro lavoro ? importante rilevare che noi siamo aiutate anche dal malato, che non esiste una superiorit? da parte di qualcuno. Con il malato ? una sorta di alleanza terapeutica che deve risvegliare la capacit? di guarigione, senza protezione esagerata, perché non ? rispettoso per l'anziano. L'anziano vuole autonomia, ma non vuole restare da solo. Nella solitudine le persone si spengono. Spesso invitiamo gli ammalati a fare volontariato con il letto accanto, anche se ? difficile, perché sono molto concentrati su loro stessi. Cerchiamo di non trattarli come bambini, di trovare loro delle motivazioni in ogni caso, cerchiamo di conoscere la persona, di avere una conoscenza oggettiva, non deludente, non denigratoria, sforzandoci di pensare su quali parti si pu? contare e valorizzare. Proviamo a non creare una relazione d'aiuto generica, ma individuale, cerchiamo di non creare vuoti intorno al disabile, all'intrattabile. Ci preoccupiamo di chi abbiamo davanti senza presupporre di sapere di cosa ha bisogno. Cerchiamo di percepire i pensieri, non solo le parole. Ci sforziamo di sopportare il silenzio. Cerchiamo di non cadere nella trappola del pregiudizio: "? il paziente pi? difficile del reparto". Ci mettiamo in ascolto, in osservazione, cerchiamo di entrare in empatia, noi siamo quelle che aiutano ad aiutarsi. E' importante non pensare: "io ti conosco perché sei vecchio", ma pensare che l'et? anziana ha qualcosa che va bene e qualcosa che va male. Noi cerchiamo di far capire loro che invecchiare bene deve essere un atteggiamento, che non bisogna "aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni". L'anziano, inoltre, deve sentirsi soggetto delle sue cure e non un oggetto delle nostre attenzioni. Bisogna ricordare che non sempre le loro domande vogliono quelle risposte, ma nascondono altro. Spesso attraverso una parola sgradita contro di te nascondono la propria ansia (Giorgia ne sa qualcosa).
Ci siamo trovate di fronte a persone che si autosvalutavano a tal punto da giustificare il parente che non va a trovarli. Se abbiamo un anziano accanto non dobbiamo essere noi la guida di un viaggio, ma deve essere un viaggio fatto insieme, come un partner, come una coppia. Si deve imparare l' un l' altro. Il vecchio ? dispensatore di saggezza, di sapienza, ? un processo di crescita, ? un processo di psicologia evolutiva.
Per noi l'anziano deve essere uno specchio, in lui, noi dobbiamo vedere il nostro invecchiamento. E' veramente molto, molto importante la storia della persona. Questo ? il nostro lavoro, questo ? il nostro volontariato. Grazie.
|